|
Dal nostro inviato
Chino Z. Fastega
Sono
le ore 10 di sabato 25 ottobre quando il centralino della Polizia
dell'Aeroporto Internazionale Amerigo Vespucci di Firenze inizia ad
impazzire. Pochi minuti prima, una telefonata minatoria raggiunge la
stazione di Santa Maria Novella: una voce rauca, con chiaro accento
messinese, avverte di preparare un tappeto rosso per fare sbarcare il Re
dall'Eurostar che arriva da Roma. All'inizio si pensa ad uno scherzo di
cattivo gusto. E invece scende dal convoglio il barbuto monarca di
Frascati, lui, in persona, subito braccato da centinaia di paparazzi. Dalle prime ore del giorno si assiste, nella zona che circonda
lo scalo aereo, ad un'impressionate carovana di auto, tutte contraddistinte da
un particolare distintivo, recante l'insegna "V raduno nazionale Air
Brixia - Air Dolomiti Virtual". Traffico in tilt, scene di panico
già all'uscita Firenze Nord sulla A1.
Colti alla sprovvista, i gendarmi dell'aeroporto non
possono che constatare l'arrivo della temibile falange dei Brixian
Dolomitici, un gruppo di folli appassionati di aerei virtuali e reali. I
balordi hanno subito formato un capannello davanti all'aerostazione
partenze, luogo indicato per il ritrovo. Alle ore 10.30, quando anche
l'auto dei capogruppo è giunta in loco, seguita a breve distanza dalla
mente del gruppo, il pericoloso Cpt. Steve, la comitiva di sbandati si è
diretta verso la rete di recinzione che costeggia la pista 05-23, armati
fino ai denti di macchine fotografiche per immortalare, fino a notte
fonda, aerei e personaggi di una giornata storica. Trascorsi gli istanti destinati alle presentazioni e ai saluti, guarniti da schiamazzi
e burle nei confronti di uno dei Presidenti, fresco di laurea e famoso per
il fisico da discobolo greco, i nostri hanno subìto un primo intervento da
parte della camionetta dell'esercito, a bordo della quale si trovavano due
egregi sergenti, i quali, resisi conto della condizione disperata del
gruppo, hanno preferito non infierire, limitandosi a fare una telefonata
al locale reparto psichiatrico per decidere sulle precauzioni da osservare
quando ci si trova in presenza di un gruppo di esagitati per il volo.
Intanto è giunto anche Pirovano, malgrado i suoi accaniti contestatori
abbiano bloccato le piste di Malpensa simulando un'avaria in contemporanea
di tutti gli aerei in partenza e in arrivo.
Tornando ai nostri, testimoni oculari di Peretola dichiarano di avere visto la tumultuosa
compagnie mentre dibatteva animatamente sui suoni prodotti dai propulsori
degli aerei, rilevando come alcuni riuscissero, con l'uso della bocca, a riprodurre
sibili di jet e scoppiettio di motori ad elica. C'era poi tale Savarese,
che non riusciva a fare altro che
scattare foto a tutto, agli aerei, ai
partecipanti, alle auto, all'erba, all'asfalto: "Me serve a ffa' lo
scenario". Fede Permutti decide di non essere da meno e tira
fuori una macchina digitale con zoom 40X, in grado di mandare sms e fare
il cappuccino. E tutto questo mentre una famiglia presieduta da un losco Baffuto
passeggia felice, come in una pubblicità del Mulino Bianco, nella
campagna attorno all' aeroporto. Poi c'è Codebò, che vede un puntino in
cielo e ti dice già il nome del pilota e la strumentale di uscita che ha
seguito l'aereo partendo da
Parigi, anche se è ora in atterraggio a Firenze, mentre i suoi scagnozzi
di VATSIM fanno |
cenni
di approvazione. Scene di ordinaria pazzia. Non solo: pare che molti
degli sfaccendati siano più bravi a fare funzionare un aereo che una
moka. E' quello che emerge dal racconto angosciato del gestore della
Trattoria Burde, voce rotta dal pianto per il grande spavento, che ha
ospitato il pranzo dei dissidenti: "E chi
si aspettava 'odesto sciame di matti? Mai nella lunga storia del mio lo'ale
ho sentito
discorsi tanto 'ampati per aria, maremma bu'aiola". Il tutto sotto
gli sguardi distratti di tre veneziani, due travestiti (la siora Bepi e la
Philly, che subito hanno corrotto il sarto Maurizio Cerruti per farsi
ricamare non una semplice maglietta bensì un perizoma minimale con i
colori delle virtual airlines), e uno apparentemente normale, tale
Vianello, che, colti da malinconia per l'aria di laguna, subito sono
ripartiti per tornare ad abbracciare il petrolchimico di Marghera.
Nel pomeriggio i facinorosi piloti da salotto si sono
concentrati davanti al metal detector, per raggiungere il locale AeroClub.
Nel giro di qualche minuto, il sofisticato strumento è stato messo fuori
uso a causa del continuo rilevamento di metallo nelle tasche dei Brixian
Dolomitici, a quanto pare i più ricchi del mondo in fatto di accendini in
tasca e fibbie della cintura. La giornata è proseguita con il primo
arresto in flagranza di reato: in cinque sono stati avvistati mentre
miravano con gli zoom alla massima potenza il traffico commerciale del
Vespucci. Il più sfacciato, il giovane marsigliese Lorain Pomin, si è
dichiarato prigioniero politico, e sbandierando innate doti di gran
giurista ha obbiettato agli inquirenti che il regio decreto che proibisce
di scattare foto è stato abrogato. Idea interessante, certamente, ma incompresa dagli
uomini in uniforme, che dapprima lo hanno sputazzato in faccia e sulle
sontuose vesti firmate, quindi hanno minacciato di fucilazione l'intero
gruppo. Giunge sulla scena un finanziere di Rimini, che riesce ad evitare
il peggio mostrando uno smagliante sorriso e un distintivo "Guardia
di Finanza". Soltanto l'indomani si scoprirà che, pentito del nobile
gesto, cercherà di amputarsi un braccio con una sega da traforo;
l'intervento provvidenziale dell'amico John Contarelli avrebbe evitato il
consumarsi della tragedia. Il
primo vero approccio del gruppo al mezzo aereo accade verso le 15,
portando scompiglio nei cieli di Firenze, dopo che l'AeroClub, ignaro
della precaria salute psichica dei nostri, ha messo a disposizione i
migliori piloti e i più potenti aeroplani della Toscana. Tutto |
questo
sotto gli occhi fissi nel vuoto di babbo Fenocchi, che rimaneva seduto sul
dondolo ad attendere che il bravo figlio Andrea tornasse a terra. Quando
ciò è avvenuto, il Signor Fenocchi ha proposto ai numerosi presenti un
triplo salto carpiato con sforbiciata finale, ed è corso a riabbracciare
il figlio che oramai dava per abbattuto dalla contraerea su qualche poggio
della toscana.
Una doccia veloce all'Hotel Fleming, e la sera i
festeggiamenti sono proseguiti, con gravi ripercussioni sul traffico
urbano, nel centro di Firenze: dapprima elogiando l'euforia già eccessiva
con i manicaretti di Marione e un Chianti d'annata, quindi procedendo in
un tour notturno della città, durante il quale i numerosi giapponesi
presenti, occhi semichiusi dal terrore, hanno ben udito le parole della
guida dei nostri, tale Nick: "Quella l'è la galleria degli Uffizi,
l'è fotorealisti'a". Nel frattempo due noti esagitati
altoatesini, intonando canzoni sconce del Sud Tirolo, palesemente
avvinazzati, si imbarcavano su un vagone del locale Firenze -Potenza -
Tripoli - Bolzano, per fare ritorno nelle vallate di Heidi, che avrebbero
raggiunto esattamente tre giorni dopo. E intanto Fabio Minici, resosi
conto dell'approssimarsi della fine serata, scoppia in un pianto
incontenibile, mentre gli altri lo accerchiano in un abbraccio cordiale di
parole squisite. E d'altronde, cosa bisogna dire? I bambini devono andare
a letto presto, e Lorain Pomin è sotto la custodia del Minici!
I rimanenti concludevano la serata alla scoperta dei
monumenti della città mentre uno di loro -soltanto poi si scoprirà che
si trattava della spia russa Temchey Alenko-, li immortalava davanti al
Ponte Vecchio e in altri luoghi ameni.
La giornata successiva recava vistosi i segni della serata di
baldoria precedente: giungevano in aeroporto alcuni personaggi
irriconoscibili, occhiaia a mezzo zigomo, movimenti rallentati, tipo
bradipo, ma ancora tanta voglia di volare. E così si assiepavano alla
balaustra dell'Aeroclub, mentre il pilota collaudatore cinese Lu Lantis e
ancor prima il greco Mineo si
esibivano per loro in manovre mozzafiato con lo Sky Arrow, un veloce caccia
bombardiere americano.
Altri tre prendevano il volo sul centro di Firenze, a
bordo del gigantesco quadrireattore da trasporto Cessna 150. Alessandro
Romano sputava una gomma dal finestrino e colpiva Cecchi Gori in testa. Al
ritorno cercavano senza successo di ingaggiare una collisione a terra con
un Avro RJ della Lufthansa, e solo la pronta manovra evasiva del pilota
tedesco ha evitato il peggio, mentre sulla frequenza della Torre di
Firenze gli squinternati barrivano prepotenti minacce: "Passiamo noi, e il tedesco
aspetta".
Conclusasi senza vittime la bravata, si è
proceduto al pranzetto a base di panini acquistati al bar delle partenze,
famosi per i prezzi da gioielleria e per la consistenza. Una piadina con
crudo e mozzarella, caduta di mano al campione di scacchi Mario Sparacino,
ha ferito a morte una hostess di Air France, dopo essere rimbalzato più
volte tra la terra e il soffitto dell'aerostazione. Alle 13.30 della
domenica, con un grande sospiro di sollievo per la città medicea, il
gruppo, pago dell' esperienza, ha deciso di disperdersi, congedandosi con
un fin troppo eloquente "Saluti a Pignataro".
St. Ga. Va.
|