PRIMA PAGINA

 LA GAZZETTA DEL JOYSTICK 

EDIZIONE STRAORDINARIA

Si è svolto a Firenze nei giorni 25 e 26 ottobre 2003 il tradizionale sodalizio delle due V.A.
I Brixian - Dolomitici nei cieli del Vespucci
Decine le richieste di intervento giunte alle forze dell'ordine per allontanare i balordi dallo scalo

   
Dal nostro inviato Chino Z. Fastega

 Sono le ore 10 di sabato 25 ottobre quando il centralino della Polizia dell'Aeroporto Internazionale Amerigo Vespucci di Firenze inizia ad impazzire. Pochi minuti prima, una telefonata minatoria raggiunge la stazione di Santa Maria Novella: una voce rauca, con chiaro accento messinese, avverte di preparare un tappeto rosso per fare sbarcare il Re dall'Eurostar che arriva da Roma. All'inizio si pensa ad uno scherzo di cattivo gusto. E invece scende dal convoglio il barbuto monarca di Frascati, lui, in persona, subito braccato da centinaia di paparazzi. Dalle prime ore del giorno si assiste, nella zona che circonda lo scalo aereo, ad un'impressionate carovana di auto, tutte contraddistinte da un particolare distintivo, recante l'insegna "V raduno nazionale Air Brixia - Air Dolomiti Virtual". Traffico in tilt, scene di panico già all'uscita Firenze Nord sulla A1.
    Colti alla sprovvista, i gendarmi dell'aeroporto non possono che constatare l'arrivo della temibile falange dei Brixian Dolomitici, un gruppo di folli appassionati di aerei virtuali e reali. I balordi hanno subito formato un capannello davanti all'aerostazione partenze, luogo indicato per il ritrovo. Alle ore 10.30, quando anche l'auto dei capogruppo è giunta in loco, seguita a breve distanza dalla mente del gruppo, il pericoloso Cpt. Steve, la comitiva di sbandati si è diretta verso la rete di recinzione che costeggia la pista 05-23, armati fino ai denti di macchine fotografiche per immortalare, fino a notte fonda, aerei e personaggi di una giornata storica. Trascorsi gli istanti destinati alle presentazioni e ai saluti, guarniti da schiamazzi e burle nei confronti di uno dei Presidenti, fresco di laurea e famoso per il fisico da discobolo greco, i nostri hanno subìto un primo intervento da parte della camionetta dell'esercito, a bordo della quale si trovavano due egregi sergenti, i quali, resisi conto della condizione disperata del gruppo, hanno preferito non infierire, limitandosi a fare una telefonata al locale reparto psichiatrico per decidere sulle precauzioni da osservare quando ci si trova in presenza di un gruppo di esagitati per il volo. Intanto è giunto anche Pirovano, malgrado i suoi accaniti contestatori abbiano bloccato le piste di Malpensa simulando un'avaria in contemporanea di tutti gli aerei in partenza e in arrivo.
   Tornando ai nostri, testimoni oculari di Peretola dichiarano di avere visto la tumultuosa compagnie mentre dibatteva animatamente sui suoni prodotti dai propulsori degli aerei, rilevando come alcuni riuscissero, con l'uso della bocca, a riprodurre sibili di jet e scoppiettio di motori ad elica. C'era poi tale Savarese, che non riusciva a fare altro che scattare foto a tutto, agli aerei, ai partecipanti, alle auto, all'erba, all'asfalto: "Me serve a ffa' lo scenario". Fede Permutti decide di non essere da meno e tira fuori una macchina digitale con zoom 40X, in grado di mandare sms e fare il cappuccino. E tutto questo mentre una famiglia presieduta da un losco Baffuto passeggia felice, come in una pubblicità del Mulino Bianco, nella campagna attorno all' aeroporto. Poi c'è Codebò, che vede un puntino in cielo e ti dice già il nome del pilota e la strumentale di uscita che ha seguito l'aereo partendo da Parigi, anche se è ora in atterraggio a Firenze, mentre i suoi scagnozzi di VATSIM fanno 

 

cenni di approvazione. Scene di ordinaria pazzia. Non solo: pare che molti degli sfaccendati siano più bravi a fare funzionare un aereo che una moka. E' quello che emerge dal racconto angosciato del gestore della Trattoria Burde, voce rotta dal pianto per il grande spavento, che ha ospitato il pranzo dei dissidenti: "E chi si aspettava 'odesto sciame di matti? Mai nella lunga storia del mio lo'ale ho sentito discorsi tanto 'ampati per aria, maremma bu'aiola". Il tutto sotto gli sguardi distratti di tre veneziani, due travestiti (la siora Bepi e la Philly, che subito hanno corrotto il sarto Maurizio Cerruti per farsi ricamare non una semplice maglietta bensì un perizoma minimale con i colori delle virtual airlines), e uno apparentemente normale, tale Vianello, che, colti da malinconia per l'aria di laguna, subito sono ripartiti per tornare ad abbracciare il petrolchimico di Marghera.
    Nel pomeriggio i facinorosi piloti da salotto si sono concentrati davanti al metal detector, per raggiungere il locale AeroClub. Nel giro di qualche minuto, il sofisticato strumento è stato messo fuori uso a causa del continuo rilevamento di metallo nelle tasche dei Brixian Dolomitici, a quanto pare i più ricchi del mondo in fatto di accendini in tasca e fibbie della cintura. La giornata è proseguita con il primo arresto in flagranza di reato: in cinque sono stati avvistati mentre miravano con gli zoom alla massima potenza il traffico commerciale del Vespucci. Il più sfacciato, il giovane marsigliese Lorain Pomin, si è dichiarato prigioniero politico, e sbandierando innate doti di gran giurista ha obbiettato agli inquirenti che il regio decreto che proibisce di scattare foto è stato abrogato. Idea interessante, certamente, ma incompresa dagli uomini in uniforme, che dapprima lo hanno sputazzato in faccia e sulle sontuose vesti firmate, quindi hanno minacciato di fucilazione l'intero gruppo. Giunge sulla scena un finanziere di Rimini, che riesce ad evitare il peggio mostrando uno smagliante sorriso e un distintivo "Guardia di Finanza". Soltanto l'indomani si scoprirà che, pentito del nobile gesto, cercherà di amputarsi un braccio con una sega da traforo; l'intervento provvidenziale dell'amico John Contarelli avrebbe evitato il consumarsi della tragedia. Il primo vero approccio del gruppo al mezzo aereo accade verso le 15, portando scompiglio nei cieli di Firenze, dopo che l'AeroClub, ignaro della precaria salute psichica dei nostri, ha messo a disposizione i migliori piloti e i più potenti aeroplani della Toscana. Tutto

questo sotto gli occhi fissi nel vuoto di babbo Fenocchi, che rimaneva seduto sul dondolo ad attendere che il bravo figlio Andrea tornasse a terra. Quando ciò è avvenuto, il Signor Fenocchi ha proposto ai numerosi presenti un triplo salto carpiato con sforbiciata finale, ed è corso a riabbracciare il figlio che oramai dava per abbattuto dalla contraerea su qualche poggio della toscana.
   Una doccia veloce all'Hotel Fleming, e la sera i festeggiamenti sono proseguiti, con gravi ripercussioni sul traffico urbano, nel centro di Firenze: dapprima elogiando l'euforia già eccessiva con i manicaretti di Marione e un Chianti d'annata, quindi procedendo in un tour notturno della città, durante il quale i numerosi giapponesi presenti, occhi semichiusi dal terrore, hanno ben udito le parole della guida dei nostri, tale Nick: "Quella l'è la galleria degli Uffizi, l'è fotorealisti'a". Nel frattempo due noti esagitati altoatesini, intonando canzoni sconce del Sud Tirolo, palesemente avvinazzati, si imbarcavano su un vagone del locale Firenze -Potenza - Tripoli - Bolzano, per fare ritorno nelle vallate di Heidi, che avrebbero raggiunto esattamente tre giorni dopo. E intanto Fabio Minici, resosi conto dell'approssimarsi della fine serata, scoppia in un pianto incontenibile, mentre gli altri lo accerchiano in un abbraccio cordiale di parole squisite. E d'altronde, cosa bisogna dire? I bambini devono andare a letto presto, e Lorain Pomin è sotto la custodia del Minici!
   I rimanenti concludevano la serata alla scoperta dei monumenti della città mentre uno di loro -soltanto poi si scoprirà che si trattava della spia russa Temchey Alenko-, li immortalava davanti al Ponte Vecchio e in altri luoghi ameni. 
   La giornata successiva recava vistosi i segni della serata di baldoria precedente: giungevano in aeroporto alcuni personaggi irriconoscibili, occhiaia a mezzo zigomo, movimenti rallentati, tipo bradipo, ma ancora tanta voglia di volare. E così si assiepavano alla balaustra dell'Aeroclub, mentre il pilota collaudatore cinese Lu Lantis e ancor prima il greco Mineo si esibivano per loro in manovre mozzafiato con lo Sky Arrow, un veloce caccia bombardiere americano. 
    Altri tre prendevano il volo sul centro di Firenze, a bordo del gigantesco quadrireattore da trasporto Cessna 150. Alessandro Romano sputava una gomma dal finestrino e colpiva Cecchi Gori in testa. Al ritorno cercavano senza successo di ingaggiare una collisione a terra con un Avro RJ della Lufthansa, e solo la pronta manovra evasiva del pilota tedesco ha evitato il peggio, mentre sulla frequenza della Torre di Firenze gli squinternati barrivano prepotenti minacce: "Passiamo noi, e il tedesco aspetta".
     Conclusasi senza vittime la bravata, si è proceduto al pranzetto a base di panini acquistati al bar delle partenze, famosi per i prezzi da gioielleria e per la consistenza. Una piadina con crudo e mozzarella, caduta di mano al campione di scacchi Mario Sparacino, ha ferito a morte una hostess di Air France, dopo essere rimbalzato più volte tra la terra e il soffitto dell'aerostazione. Alle 13.30 della domenica, con un grande sospiro di sollievo per la città medicea, il gruppo, pago dell' esperienza, ha deciso di disperdersi, congedandosi con un fin troppo eloquente "Saluti a Pignataro".
                                 St. Ga. Va.

Sfoglia i reportage del grande evento!
I migliori fotografi del mondo ci hanno immortalato!

Alex Temchenko
Alessandro Romano

Stefano Gazich Valseriati
Francesco Re
Filippo Ruzzante

Steve Caputo
Stefan Macrina